Storia degli Stati alterati di Coscienza


02 Jan
02Jan

Storia degli Stati alterati di Coscienza

La relazione tra l'Uomo e le Piante Psichedeliche

Analizzando l'evoluzione della nostra specie risulta subito evidente che è pressochè impossibile scindere

la razza Umana da senso del Sacro . Ciò che ci differenzia dalle altre specie animali è la capacità di

formare il pensiero astratto , la facoltà di immaginare , di progettare , di sognare. Abbiamo sviluppato

l'incredibile talento che consiste nel rendere visibili e comprensibili le emozioni e gli istinti attraverso

l'utilizzo del Simbolismo. Di fatto , siamo divenuti "Coscienti " di quelli che sono i processi mentali che si

celano alla base del nostro bouquet comportamentale , ovvero abbiamo cominciato a descrivere la realtà

circostante e interna a noi. Ecco quindi che ci troviamo a dover fare i conti con uno dei misteri più gravi

della nostra esistenza: cos'è e come si è formata la Coscienza. Ad oggi non siamo ancora riusciti a

trovare una risposta definitiva , giacchè il mutamento evolutivo spropositato del nostro nostro cervello è

un fenomeno così straordinario da lasciar ipotizzare che , a innescare l'inizio di tale processo , siano stati

eventi esterni e non auto-gestiti dal normale corso della natura. Molte ipotesi sono state valiate nel corso

delle ricerche su questo misterioso enigma della nostra specie , e tra tutte ve ne è una che , nello

scorrere del tempo , ha continuato a muoversi sinuosa fra le gambe sempre più svelte di quel gigante

che è la nostra Scienza , e l'ha fatto silenziosamente , senza mai essere stata presa troppo in

considerazione ma senza nemmeno essere accantonata definitivamente . Si tratta della teoria

Enteogena , ovvero la tesi che sostiene l'assoluta responsabilità dello sviluppo gargantuesco della nostra

Mente ad un sempre più massiccio e abitudinario utilizzo di sostanze psichedeliche da parte dei nostri

primitivi antenati. Uno dei più convinti sostenitori di questa tesi di frontiera fu Terence McKenna ( 16

Novembre 1946 - 3 Aprile 2000) un naturista ed etnobotanico statunitense che dedicò la sua intera

esistenza allo studio dell'interazione dell'uomo con le cosiddette " Piante di Potere ". Nel suo coraggioso

tentativo di scavare fino alle origini di questo profondissimo rapporto tra l'Uomo e i frutti della Natura ,

egli giunse ad elaborare quella che definì - abusando forse esageratamente del suo sarcasmo - la teoria

della " Stoned Ape " ( traducibile come “ Scimmia sballata” ) ; egli cercò di ricostruire in maniera quanto

più sistematica e scientifica possibile il processo di evoluzione della nostra specie partendo dal

presupposto che i primi ominidi della Savana Africana si fossero imbattuti , nella loro sempre più

frenetica ricerca di libagioni , in alcuni esemplari di funghi di Psilocibina . L'idea di McKenna è

complessa e presenta diverse perplessità difficilmente affrontabili persino oggi , data la scarsa affluenza

di studi riguardo queste tematiche.

Per esempio va sottolineato un fatto importante e assai curioso : in Africa i funghi di Psilocibe non

crescono spontaneamente e sono praticamente inesistenti nel continente ; a dire il vero il "continente

nero " è inspiegabilmente privo di piante enteogene di rilievo , salvo considerando l'onnipresente

Marijuana e un solo psichedelico davvero influente, molto potente e poco conosciuto: l'Ibogaina (

Tabernanthe Iboga ) di cui non tratterò in questa sede ma che merita un approfondimento . Un altra

critica che viene rivolta a questa ipotesi evidenzia come risulti particolarmente improbabile che una

funzione umana complessa come la coscienza , ancor oggi latitante per più squisitamente materiale.

Questo scetticismo è comunque rafforzato da una magrissima conoscenza di sostanze come la

Psilocibina e la Psilocina ; solo recentemente alcuni ricercatori sono tornati ad interessarsi del

funzionamento delle sostanze psichedeliche . A tal proposito McKenna scrisse questo riguardo le

sostanze mutagene presenti ne vegetali :

" Un'ipotesi possibile è che alcuni di questi composti possano essere feromoni. Gli esoferomoni sono

messaggeri chimici che no agiscono tra i membri di una stessa specie ma attraversano invece i confini

tra specie , in modo che un individuo possa influire su individui appartenenti a specie diverse . Alcuni

esoferomoni agiscono secondo modalità che consentono a un piccolo gruppo di individui di influire su

una comunità o su un bioma intero. "1

L'idea che le piante psicoattive agiscano , tramite la loro stupefacente chimica interna , da connettori

universali tra le varie specie animali e vegetali partorite dal vasto grembo di Madre Natura , è

sicuramente altisonante e molto d'impatto. Le scienze neurobiologiche che studiano i vegetali sono

ancora parecchio giovani , ma è certo che si stia cominciando ad aprire un possibile corridoio di scoperte

che sta cambiando - e cambierà in futuro - la nostra valutazione del mondo delle piante e della loro catalogazione tra gli esseri viventi.

Possiamo dunque affermare che la stuzzicante congettura di un evoluzione umana legata ad una

simbiosi con l'aspetto psichedelico della natura ha una miriade di sfaccettature che vanno prese in

considerazione . e questo rende particolarmente complesso uno studio approfondito . Ciò non di meno ,

questa affascinante tesi soffia sulla nostra attenzione spingendola verso considerazioni meglio

osservabili e , di conseguenza , più comprovabili. Mi riferisco ovviamente al grande passato dei Culti

legati all'uso delle Piante Sacre , e a ciò che queste formidabili e immense testimonianze posso

insegnarci su noi stessi , sulla nostra Mente e su quella dimensione interiore finora insondabile che noi

chiamiamo Coscienza.

Tassili-n-Ajjer - La testimonianza più antica

Come spesso accade quando ci si tuffa in un percorso di ricerca ci si ritrova a muoversi tra dei paradossi

, e anche in questo caso , nel tentare di andare alla ricerca di un rigoglioso passato di vita , creazione e

movimento dobbiamo dirigerci in uno degli ambienti più ostici per la sopravvivenza : il deserto. Per

essere più specifici dobbiamo dirigerci nel Sahara , in uno tra i suoi più mistici e misteriosi altopiani ,

quello del Tassili-n-Ajjer ( Figura 2 ). In questo surreale paesaggio , caratterizzato da pareti di roccia

levigate dal naturale corso del vento , che si presentano come un sorprendente labirinto venuto da una

dimensione fuori dal tempo , sono presenti una serie di spettacolari reperti risalenti ad un arco di tempo

enorme , che parte dal Neolitico fino ad un periodo di circa duemila anni fa. Proprio in questo luogo ,

dall'aspetto così profondamente onirico , sono state trovate le più antiche testimonianze del rapporto tra

uomo e piante allucinogene. Sono state scoperte , di fatti , pitture rupestri in cui sono raffigurati sciamani


con funghi che spuntano da ogni parte del corpo ( Figura 3 ) o con la testa a forma di cappello del fungo

; altri ancora sembrano correre pieni di gioia circondati dai ghirigori delle loro allucinazioni ( Figura 4 ).

Queste eccezionali pere d'Arte oscillano in un grande lasso di tempo riscontrabile tra i 7000 e i 9000 anni

fa. Non è però da escludere , vista la complessità dei pittogrammi , una conoscenza ed un uso sacrale

dei funghi che risale a molto prima delle periodo citato. Questo ci porta a sapere che l'utilizzo a scopo

magico - religioso dei funghi era in corso anche nel Paleolitico , e l'evidenza di questo fatto è dovuto alle

inequivocabili rappresentazioni di atti rituali , di raccolta e di offerta dei funghi , senza tralasciare che è

più che probabile che alcune di queste pitture rappresentino delle vere e proprie "Divinità-Fungo". Per

quel che riguarda la specie esatta raffigurata nella zona archeologica ,è pressochè impossibile da

decifrare , poichè il totale stravolgimento del territorio , con la sua conseguente desertificazione , ha

cancellato ogni possibilità di comprendere con precisione la flora di quel periodo . Tutto ciò che

possiamo sapere

si trattava di una vegetazione di montagna ( 2000 metri di altitudine all'incirca )

caratterizzata da boschi di conifere. I ricercatori sono poi riusciti a dedurre che fossero funghi

psichedelici dal fatto che in alcune raffigurazioni di sciamani che impugnano funghi , quest'ultimi sono

collegati alle teste dei sacerdoti tramite una doppia linea tratteggiata , come a voler sottolineare l'influsso

dei vegetali sulla psiche tramite un misterioso flusso energetico.

Il Sahara custodisce dunque un patrimonio culturale di eccezionale valore , una cassaforte di pietra che

nasconde nei suoi ruvidi e articolati cunicoli ancora molti misteri da svelare ,e al tempo stesso ci dona

una sfilata di affascinanti ipotesi su come si siano potute evolvere le nostre tendenze spirituali , e senza

dubbio alcuno , religiose. Che le rappresentazioni mistiche di questi luoghi non siano che i figli più

giovani di un ancor più antico sistema socio-spirituale nascosto ai nostri occhi dalle nebbie del tempo?

Non è certamente da escludere a priori .

Ciò che sappiamo con assoluta certezza è che l’Uomo ha sviluppato ,nel corso della sua straordinaria

evoluzione , una simbiosi sempre più intensa e complessa con le Piante inibitrici di coscienza , e questa

miscela di chimica e pensiero è alla base della creazione dei primi Culti Sacri di cui siamo a conoscenza

. Ma non solo. È altresì probabile che fu proprio grazie all’uso primitivo degli Enteogeni che si sviluppò in

noi il senso del Sacro , così come il pensiero astratto . Di conseguenza , se si riuscisse a dimostrare

quanto detto ,

si potrebbe tracciare il percorso che porta dai primi Uomini dotati di pensiero alla costruzione delle

Religioni e dei Miti. Un’ipotesi non priva di fascino che meriterebbe di essere valutata e studiata , anche

in virtù di un dato di fatto incontrovertibile : l’Uomo e le Droghe sono uniti in un rapporto che persiste da

tempo immemore , che ancora oggi è saldo e inamovibile , nel bene e nel male ; un’unione che si

manifesta nell’Arte , nella Spiritualità , nell’Economia , nello Svago e nei Tabù , religiosi o sociali che

siano. Un matrimonio che , probabilmente , non conoscerà mai divorzio , essendo le sue radici

profondamente aggrappate agli albori della nostra Specie . Lo studio dell’impiego delle Sostanze

Stupefacenti può portarci a comprendere meglio noi stessi , e il risultato di ciò non può che essere un

miglioramento del nostro vivere quotidiano ed un’accresciuta e più completa Coscienza della nostra Vita Fortunatamente negli ultimi anni le comunità scientifiche di diversi Paesi hanno ripreso interesse verso lo

studio di queste tematiche , e questo lascia aperto uno spiraglio di speranza per un futuro in cui

torneremo a supportare un rapporto più sostenibile con il nostro Pianeta , senza comunque perdere

quella spinta al progresso che ci ha sempre stimolato - e sempre ci stimolerà - a indagare le meraviglie

della nostra bizzarra esistenza.

Lorenzo Speltoni

1 Terence Mckenna - “ Il Nutrimento degli Dei “ - Edizione URRA 2001

Lorenzo Speltoni 


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